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Dal 1 Settembre 2014 è parroco della Comunità Pastorale GIOVANNI XXIII delle parrocchie di SS. Nazaro e Celso, S. Bernardetta e S. Giovanni Bono.

Un primo incontro con Don Gian Piero

Don Gian Piero GuidettiTelefono a don Gian Piero per fissare un incontro che ci permetta di avere un primo profilo delle sue esperienze a beneficio dei nostri lettori, con un po' di apprensione. Rompere il ghiaccio presenta sempre qualche incognita, ma dopo le mie prime parole un po' incerte don Gian Piero mi dà la disponibilità di un colloquio immediato.
Non perdo tempo e in bici raggiungo san Giovanni Bono, dove mi attende sorridendo. Gli porgo il benvenuto nella nostra Comunità, anche a nome di tuta la redazione, e invece di seguire la scaletta di domande che avevo in mente gli chiedo:

Don Giampiero quali sentimenti ti accompagnano in questo nuovo incarico?

Un complesso di sensazioni e di pensieri, ma lo stato d'animo prevalente è di una grande serenità, una pace interiore, del cuore, che mi incoraggia a rimettermi in gioco in questa nuova realtà, docile alla volontà del Signore. Mi sento in piena sintonia con l'operato di don Paolo e sono sorretto da grandi stimoli nell'iniziare l'opera pastorale, senza nascondere le difficoltà che incontrerò e senza forzare i tempi dell'azione che saranno scanditi dalla necessaria gradualità.

Ma riprendiamo con ordine la successione delle tue esperienze.

La mia ordinazione sacerdotale risale al 1983. Sono approdato al sacerdozio, dopo essermi laureato in Psicologia all'Università di Padova e il mio ministero inizia presso la parrocchia di Segrate in qualità di "prete dell'oratorio". Questa prima esperienza è stata molto bella e ricca di soddisfazioni: la cura dei ragazzi è molto faticosa ma riempie la vita di gioie e soddisfazioni nel vedere, a volte, la bontà del lavoro svolto.

Qual è stato il successivo passaggio?

Dopo otto anni a Segrate sono stato destinato alla parrocchia Santa Maria Ausiliatrice a san Donato Milanese in qualità di parroco ( la stessa che aveva in precedenza ricoperto don Roberto Rondanini inviato in san Nazaro e Celso) e nel contempo assume il ruolo di cappellano presso il carcere di opera. L'attività pastorale scorre sui binari dell'impegno scandito dall'anno liturgico, mentre la presenza nel carcere rappresenta un delicato impegno di ascolto e attenzione a questa complessa realtà. Il clima del carcere è cupo, aleggiano la depressione e l'abulia e lavorare in questo contesto è difficile e spesso frustrante.
La mia specialità in psicologia mi ha aiutato nei numerosi rapporti interpersonali che su richiesta dei detenuti ho svolto e pur tra mille difficoltà ho cercato di creare rapporti umani attraverso i quali potesse filtrare, successivamente, la presenza del divino. Ho sempre riservato molta cura alla celebrazione domenicale quale momento centrale del mio ministero in quella difficile realtà.

Dopo questa esperienza quali sono stati i successivi passaggi?

Dopo dodici anni di attività sono stato destinato alla parrocchia di San Donato Martire nel centro di san Donato dove sono incaricato di avviare l'attività della Caritas cittadina e di guidare il consultorio familiare specie negli aspetti relazionali e nei risvolti psicologici che tale istituto richiede. La nascita della Caritas in San Donato ha comportato numerosi problemi, tipici nell'avvio di tali iniziative. Tuttavia, anche con l'aiuto del sindaco che ci ha offerto gratuitamente i locali dove svolgere l'attività, l'iniziativa ha preso forma e alla fine del mio mandato a san Donato (la permanenza è durata cinque anni) la Caritas disponeva dei seguenti servizi:

  • Ambulatorio medico;
  • Centro di ascolto;
  • Corsi di formazione: di lingua per stranieri e corsi per badanti;
  • Distribuzione di viveri;
  • Docce.

Successivamente ho intrapreso una collaborazione con la Comunità Promozione Umana fondata da don Chino Pezzoli in particolare per il supporto ai colloqui con i giovani che chiedevano di entrare in Comunità.

Il tuo peregrinare non finisce qui, ma nuove esperienze ti attendevano.

Si mi venne richiesto di andare in Bocconi in qualità di cappellano dell'università. In questa nuova esperienza il mio ruolo si divideva nel rapporto con l'istituzione universitaria che come è noto è segnatamente laica, comunque formalmente i rapporti sono stati buoni; e il contatto con gli studenti, specie quelli fuori sede che sono assai numerosi, portatori di problemi e di esigenze personali che mi hanno coinvolto in numerosi rapporti interpersonali. Ho curato con particolare attenzione i momenti liturgici e le celebrazioni Eucaristiche.
In questi ultimi due anni mi è stata affidata la guida spirituale del pensionato studenti san Filippo Neri sito in via Mercalli. Anche in questa realtà il contatto con i giovani rappresenta la chiave di volta del mio Ministero.
Attualmente mantengo l'insegnamento universitario di psicologia della coppia presso l'Università Statale di Milano.

Il tempo è scorso veloce, ci sarebbero tante altre cose da chiedere, altri argomenti da approfondire, ma è solo una prima panoramica che traccia il percorso fin qui compiuto da don Giampiero alle soglie di questa nuova esperienza.
Auguriamo a don Giampiero un proficuo lavoro pastorale nel quale profonderà tutta la sua esperienza accumulata in tanti anni di sacerdozio, con il sostegno del Signore, con la materna intercessione della Mamma Celeste e, ci auguriamo, con il rinnovato impegno di tutta la Comunità.