Presentazione Capitolo 4

SCUOLA BIBLICA 2016-17

Presentazione Capitolo 4

sabato 21 gennaio - 3° incontro – Presentazione Capitolo 4

Questo capitolo non è la cronaca del primo omicidio, ma è un racconto simbolico sulla fraternità. Cosa c'è in gioco nella fraternità? Cosa crea difficoltà? Cosa fa scattare la violenza?

I personaggi del racconto sono Adamo ed Eva, Caino e Abele.

Adamo conobbe Eva, sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: «Ho acquistato un uomo con l'aiuto del Signore». 2 Poi partorì ancora Abele, fratello di lui. Abele fu pastore di pecore; Caino lavoratore della terra.

Caino e Abele sono figli di Adamo ed Eva, e in quanto figli degli stessi genitori c'è fra di loro un'uguaglianza di fondo. Ma ogni essere umano è preceduto dalla vicenda di chi lo ha generato. Già fra Adamo ed Eva era subentrata la disarmonia, dopo la caduta: disarmonia nella relazione con Dio, fra sé stessi e con il creato. In questa condizione si sono dunque trovati anche Caino e Abele.

Va notato che Caino appare come il protagonista del racconto: il suo nome compare 13 volte. Il messaggio della Bibbia, rivolto al lettore, è: “Fai attenzione a come si agita questo personaggio, prova a specchiarti nella sua vicenda, per imparare a riconoscere i meccanismi che si innescano”.

Abele è una figura in secondo piano, una presenza fragile (il nome ebraico Hebhel significa soffio, vapore, fumo). Nascendo, Abele pone a Caino il problema della fraternità: il primogenito non si sente più al centro delle attenzioni, e deve imparare ad accogliere il nuovo arrivato. (Lo vediamo anche oggi, nei bambini, quando arriva il fratellino; il tema riguarda anche noi adulti, con riferimento all'accoglienza che siamo chiamati a praticare nei confronti di chi viene a noi da lontano).

Nel testo ricorre 7 volte il termine fratello, associato al possessivo suo, tuo, mio. Al centro troviamo la domanda: dov'è tuo fratello? Per ciascuno di noi gli altri sono nostri fratelli e sorelle.

Osservando il racconto nel suo complesso, notiamo che la prima e l'ultima parte sono narrazioni, mentre la parte centrale (versetti 6-15) riporta un dialogo: il cuore del racconto è il dialogo, lo scambio di parola. Viene così sottolineata l'Importanza della parola, del ragionare su ciò che succede.

In cosa i due fratelli sono differenti?

Caino

Abele

 

Primogenito

Secondogenito

Posizione di favore per il primogenito

Agricoltore

Pastore

In connessione al mestiere, c'è un modo diverso di concepire la vita. Condizione conflittuale tra agricoltori e pastori per l'uso della terra.

Offre frutti del suolo

Offre primizie del gregge

La differenza di offerta richiama differenza di culto e, per estensione, differenza di religione

La differenza che scatena la violenza è l'ultima: Dio gradì l'offerta di Abele ma non quella di Caino. Come interpretare questa preferenza di Dio?

Un'interpretazione tradizionale dice: il cattivo Caino ha offerto gli scarti, il buon Abele ha offerto le primizie, perciò fu gradito. In realtà il testo non parla di buoni / cattivi. L'espressione gradì / non gradì sta piuttosto ad indicare una preferenza: come in numerosi casi nella Bibbia, emerge la preferenza di Dio nei confronti di chi è più debole (ad esempio, tra tutti i figli di Jesse, Samuele ungerà Davide, l'ultimogenito).

La preferenza accordata ad Abele, pastore, potrebbe forse collegarsi al fatto che la figura del pastore si aggancia alla storia del popolo ebraico, mentre quella dell'agricoltore si può associare ai popoli Cananei, nemici di Israele.

Ma lasciamo da parte il possibile motivo della preferenza: il racconto può dirci che Abele aveva più successo di Caino. C'è quindi una differenza di riuscita nella vita da parte dei due fratelli. Quante volte anche noi oggi constatiamo che, a parità di condizioni e di impegno, a qualcuno le cose vanno meglio che ad un altro? Questa esperienza viene facilmente vissuta come ingiusta da parte del meno fortunato, che ha la sensazione di essere defraudato. La vita sembra offrire troppo poco rispetto alle attese che suscita.

Davanti a noi c'è sempre qualcuno da invidiare... Tutti abbiamo davanti a noi il nostro Abele.

La radice della violenza va vista all'interno di questa sensazione di ingiustizia.

ma non guardò con favore Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto. Irritazione bruciante, abbattimento del volto: Caino è arrabbiato dentro, e il volto lo manifesta. Ecco dunque rancore e depressione.

Dio parla a Caino, cerca il dialogo. C'è una voce (coscienza) che cerca di farci ragionare.

Se agisci bene, non rialzerai il volto? conseguenza → buona relazione con gli altri

se non agisci bene... → il peccato è accovacciato (come una bestia pronta ad aggredirti) alla tua porta

Tu dominalo = fa' attenzione alla violenza che sta occupando il tuo cuore.

Nella Bibbia troviamo più volte l'esortazione a dominare sé stessi, ad esempio:

Proverbi 16,32 Chi domina sé stesso val più di chi conquista una città

Siracide 21,11 Chi osserva la legge (la Torah) domina il suo istinto

Un giorno Caino parlava con suo fratello Abele e, trovandosi nei campi, Caino si avventò contro Abele, suo fratello, e l'uccise. Caino parlava … ma in realtà non ci fu dialogo, che avrebbe potuto fermare il delitto; è come se Caino non avesse detto nulla, o nulla di significativo. Il racconto non riferisce cosa disse (nella traduzione precedente leggevamo ...Caino disse “andiamo in campagna...”, ma una recente traduzione più attenta al testo originale ebraico ha modificato la frase in quella sopra riportata.

Con l'omicidio del fratello, Caino si condanna a vivere senza fratelli. L'andare ramingo e fuggiasco non è la punizione, ma è la conseguenza del suo delitto. Ora egli farà esperienza di solitudine.

15 Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino, sarà punito sette volte più di lui». Il Signore mise un segno su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse.

Cosa può trattenere dall'essere violenti? La paura della ritorsione.

Il segno che Dio pone su Caino è la minaccia della vendetta: non tocchi Caino perchè hai paura della ritorsione. Lamech, discendente di Caino, dirà: “sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette

Se non per virtù, almeno per paura ci può essere un freno alla violenza.