E’ facile che passi inosservato. E’ silenzioso, spesso nascosto, dato come ovvio.
E’ il dono di Dio, la sua Grazia.
I riflettori sono puntati sulle imprese umane, a volte nobili, spesso ignobili.
Si parla in abbondanza di loro, entrano a far parte dei guinness dei primati, diventano numeri terrificanti o statistiche incontrovertibili.
Anche nel nostro essere Chiesa finiamo, talvolta o spesso, con il fare bilanci o immaginare progetti rilevando solo l’umano, sforzandoci di costruire “strategie” pastorali.
Persino i documenti ufficiali capita che parlino di successo o di attrattività come se la fede fosse questione di marketing.
… e intanto la Grazia di Dio continua a scendere copiosa in mezzo a noi e su di noi, indifferente alla nostra indifferenza.
Il Signore ha ricolmato, anche in questi giorni, la nostra comunità dei suoi doni.
Penso alle Cresime appena celebrate, ai battesimi, ai matrimoni, ad ogni santa eucarestia.
E’ sorprendente come Dio sia instancabile nel suo donarsi.
E’ fuori da ogni logica umana la fiducia che soggiace a questo dono; è elargita a prescindere dai meriti acquisiti sul campo, dalle promesse mantenute, dal palmares esibito.
Quello di Dio è un dono dato in anticipo, caparra in vista del nostro futuro di santità.
Ogni giorno il Signore rinnova questa scommessa, si gioca per noi: singoli e comunità!
E’ bello iniziare un nuovo anno pastorale accompagnati da questa certezza, è incoraggiante e rasserenante.
Prima del nostro darci da fare, prima dei nostri progetti Lui è già all’opera.
Oltre i nostri schemi e al di là dei nostri luoghi Lui ha già accompagnato il sorgere di infiniti germogli di Vangelo.
Forse il nostro compito è soprattutto quello di aggirarci nel mondo e nella vita con lo sguardo stupito di cogli i segni della presenza di Dio.
Muoverci con attenzione sarebbe forse il segno che ci siamo accorti di questa presenza.
Frettolosi potremmo tornare a rivendicare allarmati la presenza del male (zizzania), rasserenati ci sentiremmo indicare la cura per il buon grano, non certo seminato da noi.
Chiediamo allora la grazia, per il nostro inoltrarci nel cammino di questo nuovo anno, di saper custodire il dono in noi e nei fratelli.
Viviamo della gratitudine verso tutti coloro che ci hanno preceduto e ci accompagnano ed hanno saputo essere terreno fertile in cui il seme di Dio ha potuto germogliare!
Buon cammino
