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ORIENTARE LO SGUARDO

La liturgia della Chiesa si avvia alla conclusione del suo percorso annuale che vuole aiutarci a rivivere la bellezza del mistero cristiano e a lasciarci plasmare da esso, ci offre la memoria dei defunti e la festività dei santi come chiare indicazioni per ricordarci il senso del nostro esistere.
Ciascun battezzato ha ricevuto la grazia necessaria alla santità, essa non è più una irraggiungibile meta, un invidiabile traguardo realizzato da qualcuno, ma vocazione donata a tutti.
Dio non ha pretese nei confronti dell’uomo. Dio ricolma gli uomini di doni affinché realizzino in pienezza la bellezza dell’esistenza.
Il suo progetto di santità non è sfida per gli eroi cui verrà riconosciuto il merito, ma dono offerto a tutti.
La celebrazione dei santi ci ricorda il sogno di Dio sull’uomo, vuole risvegliare in noi il desiderio di accogliere l’invito, è stimolo a crederlo possibile anche per noi, è occasione per rinnovare il nostro sì a Dio.
Potrebbe essere bello in quella giornata tornare a guardare un santo che ci è caro, o avviarci a scegliere una figura di santità come riferimento, affinché la sua testimonianza possa esserci di stimolo e per trovare un intercessore cui rivolgerci con fiducia.
Proviamo a cercare una storia di fede che non sia soltanto genericamente esemplare, ma che possa realmente esserci vicina, o per la situazione di vita, o per temperamento umano, o per le fatiche affrontate. Lasciamoci aiutare in questo dalla nostra guida spirituale, dal nostro confessore.
Carichi di questo sguardo illuminato da prospettive di bellezza e di eternità possiamo allora fare memoria dei defunti.
Li ricordiamo come uomini e donne che hanno percorso il loro cammino terreno, per un tratto insieme a noi, cercando di essere santi.
Siamo perfettamente consapevoli della loro fragilità e delle loro cadute, ma sappiamo che l’amore di Dio è più grande e vogliamo pensarli nella Gloria dei cieli.
Con il cuore pieno di una sana e cristiana nostalgia del loro volto, li ricordiamo: per affidarli all’amore del Padre, per dire il desiderio di ricongiungerci a loro, per chiedere il loro aiuto per il nostro pellegrinaggio terreno.
Una memoria non avvolta di tristezza, ma intrisa di amicizia, di fraterna comunione; una memoria carica di speranza cristiana.

Aiutiamoci in questi prossimi giorni a indirizzare lo sguardo alla meta: la santità coronata di vita eterna.