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DOMENICA 17 NOVEMBRE

… dicevamo che l’avvento è un nuovo inizio.
Abbiamo usato le parole speranza, desiderio, attesa.
Ora abbiamo visto nelle nostre chiese una porta incastonata in un muro, ora chiusa, che lascia presagire qualcosa oltre, qualcosa di bello, di luminoso.
Questa immagine accompagnerà il nostro tempo di avvento, saremo chiamati a confrontarci con essa, a lasciarci interrogare dalla sua presenza, non è lì solo per i bambini, è lì per tutti coloro che vogliono lasciarsi raggiungere e incontrare …
Sarebbe davvero bello se tutti insieme riuscissimo ad uscire da una logica di finzione in cui la liturgia è un tempo e una modalità altra dalla vita.
Mi aspetto il coraggio di uomini e donne che, incontrando la Parola e la Presenza viva di Gesù, si dicessero “alt! Mi fermo, mi chiedo se ciò che sto vivendo è quanto salva la mia esistenza. Sento il bisogno di salvarmi? Avverto il bisogno di aiuto? Vedo una strada da percorrere? …”.
Vi fu il terribile tempo del Covid, nel quale dicemmo: “nulla sarà più come prima!”. Poi abbiamo ricominciato a correre, ad affannarci dietro alle cose di prima, a pensare che il tempo per la relazione con l’altro, per la cura dell’altro non è urgente, può essere rimandata.
La Chiesa non è un ente erogatore di servizi (incontri, ambienti, pacchi viveri, messe, …), è una realtà di uomini e donne, battezzati, che si vogliono bene perché guardano a Gesù e cercano di balbettare il suo stesso amore.
Per volersi bene bisogna regalarsi del tempo per ascoltarsi, per condividere, per fare insieme un pezzo di strada.
Ecco il tempo di avvento, tempo di grazia in cui ridirsi quale speranza ci anima, in cui ritrovarsi per rimettersi sulla strada che conduce all’eterno, così incontrare tanti altri fratelli e sorelle che, o sono già in cammino, o possono essere invitati a condividerlo.
Le proposte di questo tempo, tradotte sul retro del foglio avvisi, non sono cose da fare, sono strumenti per ridirsi la speranza (le celebrazioni e le catechesi per tutte le età), per farla propria, per ricevere indicazioni sulla meta e sul percorso e per avviarsi insieme ai fratelli (l’iniziativa di carità).
Può essere che davvero uno sia impossibilitato a prendervi parte perché in quell’orario o in quel giorno non può, ma: prima di tutto deve avere il coraggio di chiedersi se prima di dire no si è realmente messo in discussione alla ricerca di ciò che orienta la vita; secondo bisogna dialogare con altri alla ricerca di alternative percorribili per non rimanere al palo, perché per tutti sia “inizio”.
Non è ancora una partenza, siamo ai preparativi, tanto più preziosi quanto più significativo è il viaggio … un viaggio che ha di mira l’eterno merita un po’ di attenzione, o no?
Allora questa prima settimana sia di sosta!
Diciamoci insieme che vogliamo fermarci, riprendere in mano la vita, riformularne il senso (accoglierlo per come ce lo vuole donare Lui?) e regaliamoci il tempo per prendere tutto quello che ci pare possa servire per il viaggio … magari cominciando ad aiutarci l’un l’altro!