Tempo di avvento, tempo per riscoprire l’amore di Dio per noi, stagione in cui riorientare il nostro sguardo e i nostri passi verso colui che viene, lo sposo, il Signore Gesù.
Riorientare perché sappiamo che alcune nostre scelte, pensieri, desideri sono piegati in direzioni non evangeliche, sentiamo rivolto a noi l’invito alla conversione per preparare la via.
A farci da faro in questo avventurarci verso la luce è la Parola che il maestro ci ha lasciato.
Non siamo soli in questo itinerario, tanti sono lungo la strada con noi!
Dio ci ha mostrato con quale sguardo e attenzione accompagna i suoi figli, la sua predilezione per i più fragili.
Noi non viviamo il pellegrinaggio verso Dio come fosse una corsa ad eliminazione o una gara per la sopravvivenza, non vince chi arriva primo, non è una competizione fino ad esaurimento posti.
Guardando e imparando da Dio ci fermiamo ogni volta che incontriamo il fratello, per tenderci una mano, per condividere le fatiche e le gioie, per ricevere e per dare aiuto e conforto; nel nostro cuore arde il desiderio di giungere tutti fino alla porta che salva, il Signore Gesù.
Appare evidente come l’esercizio di carità che ci proponiamo in questo tempo di avvento, abbia, anzitutto una finalità pedagogica, ricordarci lo stile di questo convergere verso l’eternità.
Portare del cibo è fare memoria del fratello, della sua presenza, è chinarci sulle sue fatiche.
La comunità cristiana sta aiutando in modo tangibile e concreto più di 200 famiglie che vivono situazioni di fatica attraverso quel pacco viveri, molte altre sono aiutate attraverso altri preziosi servizi di vicinanza: dal doposcuola all’accoglienza, dalla scuola di italiano all’ascolto.
Tutti siamo chiamati a compiere ordinari gesti di vicinanza, poiché tutti percorriamo le strade della vita che ci fanno incontrare altri uomini come noi; tutti riceviamo benefici da questa vicinanza e tutti siamo chiamati a donarne.
Vivere la proposta fatta in parrocchia è un modo per dare concretezza a questa disponibilità a condividere lo stile di Dio, non soppianta gli altri né è superfluo, lasciamoci provocare da questa semplicità, lasciamoci smuovere.
Certo questo è lo stile con cui il credente è chiamato a vivere tutta la sua esistenza, non solo questi giorni, la proposta vuole ricordarcelo, vuole aiutarci a promuovere in noi uno stile di autentica condivisione.
Sarà bello raccontarci quanto ci saremo riusciti, sarà prezioso suggerirci come essere migliori!
Buona continuazione dell’avvento.
