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COSÌ LONTANI COSÌ VICINI

C’è stato un tempo, molto vicino a noi, in cui identificavamo l’italiano con il cristiano, quasi non vi fosse nessun’altra possibilità. Colui che malauguratamente non lo era, beh doveva essere straniero per forza … Figuriamoci se la parola “cristiano” poteva essere pensata come troppo generica, imprecisa. Si era cristiani punto; cattolico risultava una precisazione inutile, quasi un vezzo.
Per secoli abbiamo identificato una religione con un popolo, un territorio, una cultura; l’incontro, se avveniva, era perché ci ostinavamo a portare il vangelo fuori dal nostro territorio: in missione.
Intanto il consiglio ecumenico delle Chiese continuava a proporre l’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, avvertito da poco, snobbato dai più, sentito come preoccupazione accademica più che per un suo reale impatto sul vissuto. Così era almeno nella nostra diocesi.
Nel frattempo qualcosa è cambiato, nella realtà, non molto nelle nostre teste.
La presenza di persone provenienti da altri mondi e culture si è infittita, hanno incominciato ad essere tali i nostri vicini di casa, i compagni di scuola dei nostri figli … ed ora persino i compagni e le compagne di vita di quegli stessi nostri figli! Già, ci sembrava solo la trama di qualche film americano e ci siamo ritrovati nel mezzo.
Abbiamo cominciato a dialogare con queste persone, a conoscerle, talvolta ad apprezzarle, ma, diciamocela tutta, abbiamo continuato (e continuiamo tuttora) a fare l’equazione straniero uguale non cristiano. Abbiamo trascurato il fatto che molti paesi hanno ricevuto l’annuncio del vangelo e, anche lontano da Roma, molti uomini e donne hanno scelto la fede cristiana.
Forse stiamo imparando che non tutti gli stranieri hanno una fede diversa dalla nostra, tuttavia continuiamo ad ignorare (più o meno consapevolmente) le diverse confessioni di quell’unica fede, rifiutandoci di conoscere e comprendere le differenze, preferendo ricorrere ad un sintetico e genericista credere in Dio!
Ai tempi del concilio di Nicea (esattamente 1700 anni fa’) la chiesa che emergeva da anni di persecuzioni si rivelava un po’ confusa, quasi disorientata, ma ha trovato la forza ed ha ascoltato la voce dello Spirito, arrivando a formulare una sintesi della fede che permane tutt’oggi valida.
Questo segno grande non è stato sufficiente a impedire le divisioni che lungo i secoli si sono generate, senza mai ricomporsi.
Così noi oggi, in questo mondo in cui pochi ormai rimangono al loro paese, ci troviamo fianco a fianco con uomini e donne che professano una diversa appartenenza cristiana, impreparati a conoscerne le diversità e a capire quanto ci accomuna e quanto no, cosa è possibile condividere e cosa meno, …
L’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani vuole aiutarci a porre a tema la questione, a renderci migliori conoscitori del fratello, a percorrere sentieri che possano condurre alla stima reciproca e al lavoro condiviso quando possibile.
Nel nostro quartiere possiamo incontrare uomini e donne oltre che di ogni religione, soprattutto di differenti confessioni cristiane …
La preghiera che vivremo insieme in questi giorni, ci sproni ad una più autentica comunicazione e conoscenza reciproca, ci invogli ad una più profonda consapevolezza della nostra identità cattolica, ci dischiuda alla verità presente nella confessione altrui, generi in noi la fantasia per osare un vero incontro fra Chiese.

Cominciamo tutti, partendo dal nostro vicino di casa.