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QUESTIONI DI RELAZIONE

Insisto nel dire qualcosa di fin troppo scontato e, forse proprio per questo, eluso, accantonato, svalutato.

La questione della fede è una questione di relazione.

Una relazione è fatta di incontro, presenza, ascolto, premure, gesti di cura, … è vita!

In una relazione ci mettiamo in gioco con tutto noi stessi: l’intelligenza, la volontà, i sentimenti, il gusto del bene e del bello.

Quando una relazione è di valore, significativa e importante per la nostra vita, essa è oggetto di una speciale attenzione, ci si dedica con maggior cura.

Quella con Dio è una relazione che è chiamata ad essere viva e vitale. Dio è una persona (tre in una se volessimo essere precisi!).

Questo implica un cambio di passo. Non si tratta di tenerlo buono con qualche pratica propiziatoria o di ingraziarselo con qualche gesto, non è sensato liquidarlo con l’osservanza di qualche precetto, è poco significativo ricordarcene nel momento del bisogno. Certo ci sono relazioni umane che noi viviamo proprio così: il vicino da tenere buono perché altrimenti rompe; il capo da ingraziarsi con qualche favore; il conoscente prezioso che rispolvero perché possiede quel bene di cui ho bisogno o quella competenza che mi serve; … Ma con queste persone non ci andremmo in vacanza, non le inviteremmo al nostro compleanno!

Dio desidera la nostra amicizia, ha sete di noi (ce lo ha ricordato Gesù al pozzo con la samaritana e mentre agonizzava sulla croce).

Siamo invitati a far spazio a Dio nella nostra vita: regalandogli tempo, facendolo interlocutore del nostro vivere quotidiano, rendendolo parte del nostro essere.

La possibilità di portare nel proprio cuore una persona, lo abbiamo ben sperimentato, è l’averla incontrata, riconosciuta importante: allora ci viene voglia di averla ogni istante al nostro fianco, allora la pensiamo ovunque noi siamo, allora la inondiamo di messaggi, …

E’ l’incontro oggettivo, reale, con l’altro che rende possibile il suo esserci nella mia vita e fa crescere il desiderio di un nuovo “vedersi”.

Così è anche con Dio! Dove posso vederlo? Dove i miei sensi lo incontrano?

La sapienza della Chiesa ci consegna due “luoghi” di presenza oggettiva di Dio: la Scrittura e i sacramenti. Lì Dio non è un’intuizione, un moto del cuore, lì lui si da, si rende presente!

E’ partendo da lì che io poi lo ri-conosco anche altrove: nel creato e nel fratello, in primis nel più povero! Talvolta avviene il percorso inverso: incontrando il povero scopro Dio, ma sarà poi, di nuovo, la Scrittura ad aiutarmi in questo ri-conoscimento!

Ecco perché la Chiesa ed anche la nostra comunità continua a riflettere su quanto la nostra vita sia davvero innervata da questo incontrare in Signore, ecco perché tanta cura per la celebrazione liturgica, ecco perché tanta ricerca della presenza di Dio attraverso la Scrittura.

In questo solco si colloca anche il lavoro del consiglio pastorale che in questo e nel prossimo mese dedica le proprie sessioni ad una confronto, una recensione e alla formulazione di una proposta in merito all’incontro con il Signore nella sua Parola.