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FARE TAPPA

Quando si cammina in gruppo, inevitabilmente, mano a mano che si procede si finisce con lo sgranarsi: i più lenti o chiacchieroni finiscono in fondo e gradualmente si sfilano, i più rapidi o desiderosi di giungere alla meta tendono a scappare in avanti, in mezzo si crea una sorta di fisarmonica disordinata …
Diventa fondamentale che ci si fermi per ricompattare il gruppo: è il momento per un sorso d’acqua rigenerante, uno zuccherino energetico, uno scambio di impressioni, …
Non si è giunti alla meta, si gusta quanto vissuto, ci si prepara a ciò che attende.
Mi è dato di pensare che ci siano momenti comunitari che vogliono avere un poco questa funzione, fra questi ritengo vi sia il nostro convergere insieme a Santa Bernardetta questa domenica 25 maggio.
C’è un’attenzione speciale verso i piccoli della nostra comunità, quelli che stanno muovendo i primi passi nella fede, forse quelli che hanno più bisogno di potersi fermare. Magari perché un poco affaticati, probabilmente perché con un passo meno svelto, ma anche perché così curiosi da voler correre sempre avanti rischiando di perdere tutti gli altri.
Ma è per tutti occasione per contemplare grati (leit-motiv di questo tempo pasquale) le meraviglie operate da Dio, non è mai fiato sprecato quello usato per dire grazie, non è mai tempo perso quello impiegato per osservare con più attenzione quanto ci circonda.
Ecco perché al centro, cuore pulsante della festa, c’è la celebrazione eucaristica, celebrazione della gratitudine, della riconoscenza, del ringraziamento.
Attorno alla mensa preparata per noi dal Signore ci ritroviamo tutti, sono con noi nella preghiera persino coloro che appaiono fisicamente assenti!
Lì c’è davvero di che abbeverarsi e rifocillarsi! Lì c’è il dono, lì la presenza, lì il ritrovarsi di tutti i camminatori, i pellegrini della vita.
E’ nel raccontarsi le opere di Dio che rinasce l’ardore della ripartenza, che si accolgono nuove indicazioni, si riformulano i progetti, si condivide la gioia.
Forse rischiamo di essere così affannati da non scorgere la bontà della proposta, forse prevale la preoccupazione per le cose da fare da finire con il trascurare il fratello presente e da non accorgersi di quello assente …
Ma vogliamo imparare!
Approfittiamo di questo dono del Signore, dell’essere in cammino insieme. Riconosciamo quanto di bello il Signore ha fatto per noi in questo anno pastorale, diciamoci anche reciprocamente grazie. Il fermarsi, il sostare serve anche e soprattutto per questo.
E poi? E poi si riparte! No, non a settembre! Domani è già un ripartire, non si smette di essere Chiesa, non si interrompe l’essere pellegrini, non si spegne il desiderio di andare verso Dio, lo si fa rimescolando il gruppo, qualcuno che era davanti sceglierà di stare indietro e viceversa, si troverà un nuovo compagno per aiutarsi e incoraggiarsi … fino alla nuova tappa!
Di tappa in tappa … insieme sempre in cammino.