In questa domenica nelle nostre chiese risuonano le parole con cui il nostro vicario episcopale ci da comunicazione della conclusione del mandato di don Matteo Panzeri in seno alla comunità pastorale San Giovanni XXIII, chiamato a ricoprire l’incarico di parroco nella vicina Assago.
Parimenti ci invita ad accogliere il prete novello che ci verrà affidato a partire dal prossimo 19 giugno.
Così ancora una volta la nostra Chiesa vede un avvicendarsi di preti, come già la scorsa estate.
Lasceremo la parola a don Matteo e al nuovo arrivato sul numero estivo o settembrino del nostro giornalino per raccontarci cosa vivono in questo frangente.
Lasciamo a ciascuno di esprimere in forma personale i propri sentimenti e le proprie emozioni!
Qui, in queste poche righe, ci limitiamo, ancora una volta, ad invitare a innalzare lo sguardo al cielo per rivolgere una preghiera di lode a Dio.
Siamo una comunità che ancora sperimenta la ricchezza di figure presbiterali, che ha potuto fin ora godere di un prete dedicato alla pastorale giovanile e che continuerà a farlo anche nei prossimi anni. Una comunità che negli ultimi anni ha avuto due volte il dono di un prete novello. Una comunità che alla partenza di un sacerdote ha visto l’arrivo di un altro, cosa oggi assolutamente non scontata. Quante comunità lamentano la diminuzione di preti a tempo pieno in parrocchia.
Il nostro grazie va al Signore perché continua a chiamare i suoi figli, ai vicari e al nostro vescovo che non ci lasciano soli facendoci dono di nuove vocazioni; ai nostri preti che sanno dire di sì quando interpellati.
Accanto a questo canto di lode non può mancare una doverosa preghiera con la quale accompagnare il passaggio che i due preti stanno per compiere.
Una preghiera che nasce dall’affetto e dalla riconoscenza per tutto quanto vissuto con noi in questi anni. Non ho scritto per quanto fatto, per le parole spese, per i risultati raggiunti, … è un linguaggio e un significato che non ci pertengono. Noi guastiamo la gioia di averne condiviso la fede, di aver fatto un pezzo di strada insieme, di esserci sentiti amati. Noi diamo credito a chi arriverà, affinchè la sua accoglienza sia vissuta nella serenità e nella piena fiducia.
Regaliamoci il tempo per sederci su una panchina a raccontarci di questa strada percorsa insieme, per rileggerla con don Matteo, lasciando che quanto vissuto non sia già uno sbiadito ricordo, ma un prezioso tesoro da custodire. Aiutiamoci a riconoscere la mano di Dio dentro quanto vissuto, sorprendiamoci dei passi compiuti, ridiamo insieme e prendiamoci in giro per le incomprensioni, proviamo a trarne giovamento per progettare il domani.
Questo esercizio condiviso farà bene a noi e a lui.
Nella preghiera chiediamo di liberarci dalle nostre aspettative per creare nel nostro cuore e nella nostra mente uno spazio aperto e disponibile di fronte al nuovo che giungerà.
Forse ci sorprenderà, forse ci spiazzerà, certamente ci stimolerà ad uno sguardo grato e fiducioso verso il futuro che ci viene incontro e di cui ne è parte.
Il Signore non ci lascia mai a poltrire oziosi, anche così ci risveglia alla vita!
Intanto grazie don Matteo e grazie a te, giovane prete, che ancora non conosciamo.
