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SENZA PERDERE I PEZZI

Grandi eventi, come la partenza e l’arrivo di nuovi preti, la giornata per la carità del papa, ci hanno portato a posticipare un minimo di resoconto dell’assemblea parrocchiale vissuta domenica 15 giugno.
Anzitutto lo stupore per la nutrita partecipazione, segno che la comunità è davvero fatta di persone che amano la Chiesa, ne hanno a cuore le sorti, si lasciano interpellare perché il Vangelo ispiri e guidi la vita della comunità.
Grazie al Signore che guida anche questa piccola porzione del suo gregge, grazie a questo gregge che prova a lasciarsi condurre.
Così insieme abbiamo pregato, invocando la grazia dello Spirito, lasciandoci ancora una volta ispirare dalla vita delle prime comunità cristiane, quella narrata negli Atti degli apostoli e quelle che sono interlocutrici delle lettere paoline.
Abbiamo poi ripercorso il cammino in atto, con particolare riferimento all’esito delle interviste rilasciate dai parrocchiani nel questionario distribuito all’inizio del 2025.
Insieme alla ricchezza delle intuizioni emerse, ancora una volta si evidenziava il bisogno, il desiderio di relazioni profonde e autentiche, di sentirsi riconosciuti, di sentirsi parte!
Per questa ragione il gruppo di consiglieri pastorali che ha aiutato nella preparazione dell’assemblea stessa aveva intuito la necessità di lavorare in piccoli gruppi lasciandosi provocare rispetto al modo con cui noi entriamo in relazione e viviamo le stesse. Una immaginaria situazione riguardante dei ragazzini è divenuto un ottimo trampolino di lancio per aprirsi attorno a questioni anche molto personali circa le proprie fatiche, resistenze, presunte attenzioni, …
Un dialogo cui non corrisponde una ricetta, né volto a formulare tesi, semplicemente una forma provocatoria per lasciarsi porre in discussione e avviare un processo personale e comunitario di revisione.
Stare insieme a condividere la cena è stata occasione per cimentare in modo pratico relazioni, per aprirsi a volti nuovi, per riconoscere la bellezza di uno stare insieme libero e gratuito.
Dopo la cena, nell’ultima parte di queste ore vissute insieme ho provato a declinare in alcune proposte, a volte concrete, a volte solo abbozzate, come queste intuizioni legate al valore della relazione, possano in realtà, plasmare l’ordinario della nostra vita ecclesiale, accordandosi con esigenze altrettanto significative
legate alla vita famigliare, ai tempi e alle forme realmente agibili per un servizio ecclesiale.
Queste indicazioni saranno presto disponibili sul sito, ciascuno può sentirsi interpellato, sia come fruitore che come partecipe di queste proposte. In estrema sintesi, un po’ impoverente, ma consona a questo strumento comunicativo, siamo chiamati a dare maggior peso alla dimensione relazionale che a quella funzionale o organizzativa. Ciascuno è invitato a dare maggior attenzione alla persona che gli sta innanzi, con le sue domande e le sue esigenze, piuttosto che alla soluzione della questione concreta posta in essere, che non deve, evidentemente, essere tralasciata o trascurata. Dall’iniziazione cristiana (a partire dalla domanda del battesimo) all’accompagnamento dentro scelte definitive (il matrimonio), piuttosto che in momenti intensi e dolorosi (un lutto), siamo chiamati a farci vicini per essere compagni di viaggio, imparando a muoverci in sintonia con l’altro, offrendoci come presenza buona e amica, trasformando queste occasioni in luoghi di autentica, ma silenziosa e nascosta, testimonianza.
Chi fosse interessato a lasciarsi coinvolgere in modo più diretto e attivo, si faccia avanti, non mancheranno comunque incontri in cui sarà possibile approfondire e formarsi.
Buona continuazione dell’estate.