I cambiamenti climatici stanno mettendo in serio pericolo, insieme a tanti altri ecosistemi, anche la barriera corallina in Australia. Team di scienziati non si stanno limitando a studiare il fenomeno, rilevandone i mutamenti e l’arretramento; hanno deciso di cercare tecniche che ne favoriscano il mantenimento proteggendola, interventi che ne favoriscano l’implementazione nei luoghi rimasti favorevoli, … La scelta è quella di evitare di maledire il buio, accedendo una luce.
Mi sembra sia bello accompagnare in questi giorni il viaggio apostolico del papa che ha scelto di percorrere la stessa logica: accendere una luce di fronte ad un mondo che pare spesso impegnato a vivere nelle tenebre.
I paesi in cui si sta recando, i luoghi e i momenti individuati dicono di questa decisione, già espressa sin dall’esordio del suo pontificato: costruire ponti, portare la pace.
Nessuno dei paesi in cui si reca è modello di democrazia, rispetto dei diritti, tutela delle minoranze: in Algeria le richieste di maggior democrazia, ridistribuzione delle ricchezze sono ben presenti; in Camerun e Guinea i presidenti sono al potere di oltre quarant’anni; in Angola le dimostrazioni sono state represse nel sangue; …
La presenza del pontefice vuole essere una spinta volta a sottolineare quanto di buono esiste e ad indicare una via da percorrere che implementi una realtà di bene.
A guidare i suoi interventi, le sue riflessioni vi è la certezza che è possibile, tramite il dialogo, imparare a conoscersi, dal conoscersi nasce un apprezzamento reciproco, da questa stima si genera collaborazione, vita buona.
Questo vale in particolare per l’incontro fra cultura e mondo islamico e fede cristiana.
In Algeria la Chiesa è di poche migliaia di fedeli, per lo più stranieri presenti sul territorio per ragioni lavorative, eppure questa esigua minoranza è un segno fecondo, in una terra bagnata dal sangue dei martiri, di una volontà di vita comune nell’apprezzamento reciproco.
Il Camerun è segnato in alcuni punti di confine con la Nigeria dalla presenza dell’estremismo islamico, Guinea equatoriale e Angola vedono il delinearsi di un solco sempre più profondo tra nuovi arricchiti e tantissimi poveri. Il vangelo diviene come pioggia feconda che irriga la terra, pone semi di speranza, con una Chiesa impegnata a stare a fianco degli ultimi.
Accanto al valore politico della visita del papa vi è soprattutto questo segno di vicinanza, di incoraggiamento e di affetto verso la comunità cristiana cattolica presente in questi paesi. Il papa è presenza paterna che fa sentire la vicinanza di Cristo. La scelta di essere presente in alcuni luoghi in cui la Chiesa si pone al servizio degli ultimi sottolinea questa attenzione di Leone e rimane monito per tutta la comunità ecclesiale.
Siamo invitati ad accompagnare il santo Padre con la preghiera, espressione di vicinanza, comunione, affetto.
Siamo stimolati a fare nostro il suo modo di porsi: anche noi, qui, nel nostro piccolo, siamo invitati a costruire ponti, apprezzando le differenze, valorizzando le occasioni di incontro.
Il nostro piccolo fazzoletto di terra non è certo privo di occasioni di incontro, di opportunità di conoscenza: possiamo partire dai nostri vicini di casa o dai compagni di scuola e lavoro per intessere dialoghi di pace e di speranza.
Sentiamoci in cammino con il nostro papa.
