Non dobbiamo mai smettere di vivere la meraviglia dell’ essere convocati da Dio per partecipare al suo dono d’amore. Duplice gioia: il suo dono d’amore e l’essere convocati per parteciparvi.
Eppure ci trasciniamo spesso stancamente a questo appuntamento, come chi ha un favore da compiere, un obbligo da assolvere, una tassa da pagare!
Il cammino avviato in questo anno che avrebbe meritato ben più cura e attenzione da parte di tutti, volge al termine e deve aiutarci a trarne insegnamenti preziosi per determinare conversioni personali e comunitarie.
Troveremo sul sito della comunità (Baronacom.it) gli audio dei due incontri e il testo che ora segnaliamo. Siamo tutti invitati a ascoltarli (riascoltarli), leggerlo (rileggerlo) e lasciarci educare.
Anzitutto ciascuno è chiamato a farne tesoro per riesaminare, rimotivare, rianimare la propria attiva partecipazione alla celebrazione eucaristica. La riforma conciliare aveva uno dei suoi punti chiave proprio in questa partecipazione attiva dei fedeli al rito. Questo non è invito al protagonismo, versione negativa dell’essere parte attiva, pretesa di visibilità, strumentalizzazione della celebrazione al sé, ma sottolineatura della necessità di essere presenti non solo con il corpo, ma, come indica il segno della croce che noi compiamo ogni volta, con tutto noi stessi, non passivi spettatori di uno spettacolo, ma attori di una presenza viva, carica della nostra storia che si pone dinnanzi a Dio per riceverne luce.
Acconto a questo esercizio personale, ma comunitario, perché compiuto da tutti, coloro che vorranno potranno far pervenire le loro considerazioni per offrire suggerimenti al fine di migliorare il nostro celebrare il Signore.
Tutto quanto emerso verrà ripreso nel consiglio pastorale del 28 maggio (entro quella data ogni indicazione dovrà essere consegnata inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) dove si farà sintesi dei suggerimenti e si darà il via al cammino del prossimo anno.
Poiché le intuizioni avranno bisogno di essere attuate e di essere accompagnate dai debiti cambiamenti e dalla dovuta formazione, tutti, l’assemblea liturgica e tutti i suoi ministri (lettori, ministranti, cantori, …), vivranno il prossimo anno dei percorsi per ricevere il giusto aiuto.
Certamente queste indicazioni ci porteranno anche alla revisione del numero, dei luoghi, degli orari delle celebrazioni stesse, tenuto conto, oltre che di quanto emerso, del numero di ministri e della partecipazione dei fedeli.
Sentiamoci parte di un cammino, ma soprattutto aiutiamoci a vivere il dono.
Usciamo dal nostro soggettivismo che ci porta a pensare la celebrazione in funzione del proprio bisogno, delle proprie esigenze, per entrare in quella dimensione comunitaria che è generata dal mistero che celebriamo, dono di grazia del Signore.
Buone messe!!!
