Carissimi,
la pagina del Vangelo che oggi la Liturgia ci propone è strutturata su due caratteristiche: il movimento e il coinvolgimento dei suoi protagonisti. Se infatti ci soffermiamo a considerare le parole, i verbi che descrivono gli atteggiamenti, i sentimenti, le azioni di Gesù, Maria e Giuseppe ci accorgiamo facilmente che il racconto si sviluppa proprio in questa progressiva descrizione. Si parla infatti di recarsi, salire, riprendere, cercare, trovare, stupirsi, non comprendere, essere sottomessi ecc.
Tutto questo ci aiuta a comprendere che potremmo leggere questo Vangelo, che esplicitamente ci parla della Sacra Famiglia, dal punto di vista delle sue relazioni. In questo potremmo successivamente cogliere qualche insegnamento per la nostra famiglia, qualche riflessione intorno alla grande questione della famiglia oggi, notoriamente e spesso al centro di discussioni e controversie.
Come viene descritta dunque la relazione familiare in questo testo evangelico ? Possiamo forse rispondere anzitutto che il livello del coinvolgimento (di cui parlavamo all'inizio) e la sua complessità in cui trovano spazio sottomissione e disubbidienza, stupore e incomprensione, angoscia e crescita, si possono sintetizzare in una semplice parola: legame. La relazione fra Gesù, Maria e Giuseppe ci parla di forte legame reciproco. Non è quindi un semplice rapporto di condivisione, o di affetto intenso. Da qui è facile cogliere una prima importante riflessione per noi. A volte facciamo fatica a vivere l'esperienza familiare, facciamo fatica addirittura a “pensarci” in una famiglia (infatti anteponiamo la professione, la carriera, lo svago) perchè riteniamo, in una logica tutta mondana e culturalmente in primo piano, che la vita singola, all'insegna dell'autonomia e individualità assolute siano il vero ideale. Facciamo fatica a scoprire invece che sono i legami che sostengono la nostra libertà, che ispirano la nostra identità, che ci proteggono dalla nostra solitudine. Una vita senza legami è una vita monca, alla ricerca continua (magari inconsapevole) di continue compensazioni, facilmente spinta alla deriva.
Questo legame familiare descritto nel Vangelo si manifesta poi in due ulteriori dimensioni, quella che potremmo chiamare affettiva, emotiva, espressa dalla cura, dalla premura, dalla ricerca di Gesù “smarrito”. Ma anche dall'obbedienza e sottomissione di Gesù ai suoi genitori, potremmo dire dalla lealtà che caratterizza i rapporti nella Sacra Famiglia.
Anche da questo punto di vista quindi possiamo trarre un ulteriore spunto di riflessione per noi. In un tempo come il nostro in cui gli affetti, le emozioni, i sentimenti sembrano essere il paradigma principale se non esclusivo per vivere e valutare la qualità delle relazioni, il Vangelo ci invita a considerare l'importanza della lealtà, delle regole, della volontà, potremmo dire di tutti quegli aspetti etici che invece sono così rilevanti e urgenti per vivere bene l'esperienza familiare.
Preghiamo il Signore affinchè l'esempio della Sacra Famiglia diventi per noi stimolo di sapienza e crescita nella fede.
Don Gian Piero
