Come è noto, da venerdì 7 a domenica 9 marzo una cinquantina di parrocchiani vivranno il pellegrinaggio giubilare a Roma.
Probabilmente molti di noi hanno vissuto o vivranno pellegrinaggi personali a Roma o a chiese giubilari sparse un po’ ovunque nel territorio, segno di un desiderio di lasciarsi raggiungere dalla grazia di Cristo, autentica disponibilità ad una vita nuova riaccesa da cristiana speranza.
Il tempo giubilare, oltre e prima che essere un’occasione personale, è un tempo offerto da Dio a tutta la sua Chiesa e all’umanità intera per lasciarsi donare una vita nuova.
Questo pellegrinaggio vuole essere proprio una scelta comunitaria, cammino di una chiesa particolare, quella della comunità pastorale San Giovanni XXIII, che si mette nel solco di questa possibilità offerta.
Certo ciascuno è mosso anche da motivazioni personali che porterà con sé e porrà nella sua personale preghiera.
Ma, al centro e a motivare questo viaggio, vuol essere l’esprimere un cammino di Chiesa che sente il bisogno di lasciarsi convertire dall’annuncio della buona notizia che è la Pasqua di Gesù.
Coloro che partecipano a questo pellegrinaggio saranno lì in nome e per conto di tutta la comunità, a portare al Signore Gesù un desiderio condiviso di rinnovamento spirituale.
La bellezza dell’annuncio ricevuto ci apre il cuore, ci fa desiderare una più intensa relazione con Dio, una vita quotidiana più rispondente alla sua chiamata. Tutto questo ha bisogno della sua grazia per realizzarsi, il peso della nostra fragilità e soprattutto del nostro peccato ci rendono più lenti e più freddi, l’incontro con la sua misericordia ci rende nuovamente agili.
E’ questo un bisogno di ogni singolo, ma anche e soprattutto di Chiesa.
Tutto il cammino che stiamo compiendo di ascolto, di lettura del territorio, di interrogazione circa il nostro vissuto, ha bisogno di questa grazia per essere posto autenticamente sotto il segno della conversione, lontano da una misera operazione di marketing.
Andremo dunque a Roma a nome di tutti, invocheremo la grazia di Dio per tutta la comunità, esprimeremo la volontà di conversione di tutto il popolo, porteremo con noi ogni volto e tutti i cammini.
Allora in quei giorni ed in particolare quella domenica, che, qui a Milano, darà inizio al tempo quaresimale ci sentiremo uniti nella preghiera, a iniziare insieme questo tempo di grazia che il Signore ci dona.
Tornare non sarà tanto il raccontare cosa abbiamo materialmente compiuto, o dove saremo stati, quanto il condividere il pregare insieme e il trasmetterci la grazia per un cammino condiviso.
Gli appuntamenti quaresimali saranno allora il luogo e l’occasione per consegnarci questi doni.
