La chiesa di Santa Bernardetta

In breve

Il complesso parrocchiale di Santa Bernardetta, che comprende le opere parrocchiali, la chiesa, un campo di basket, un campo di calcio e un’area verde, è stato costruito nel 1988-1991 su progetto degli architetti Urbano Pierini e Marcello Pietrantoni.
La parrocchia è stata istituita nel 1981.
La popolazione che vi fa riferimento è di 7.104 persone.
Il suo indirizzo è: via Boffalora, 110 - 20142 Milano

Da Indirizzo:

La storia

foto chiesa vista dal campo della pallavoloLa storia della parrocchia di Santa Bernardetta è breve. Siamo nel 1965: don Piero Monaco, giovane prete milanese, coadiutore presso la parrocchia dei Santi Nazaro e Celso alla Barona, viene incaricato dal suo parroco, don Ezio Orsini, di prendersi cura di una parte della sua vastissima parrocchia, il Quartiere Teramo, costituito dagli abitanti delle cascine e di tre nuclei residenziali urbani: una serie di casette costruite negli anni ’30 da una cooperativa di lavandai di Milano, un complesso di case popolari costruite giusto in quegli anni dall’I.A.C.P., un complesso di case costruite da una cooperativa delle ACLI., il quartiere San Giulio.
Don Piero inizia il suo servizio e va ad abitare nelle case popolari, in un appartamento in via Teramo 31. Ben presto, tuttavia, don Piero e don Ezio si rendono conto che nel Quartiere Teramo non basta un prete, occorre anche una chiesa; detto fatto, nel 1967, con una modesta spesa, ai margini del Parco Teramo, lungo la via Campari, si costruisce un prefabbricato industriale che sarà la prima chiesa del Quartiere Teramo. Nel 1979 la chiesa viene ampliata con la costruzione di un salone (il mitico "capannone") e con altri ambienti prefabbricati che ospitano il circolo ACLI. Completa l’opera un campetto di basket. Nel frattempo nuove case vengono costruite e la popolazione del Quartiere Teramo aumenta notevolmente.
Nel 1981, con una parte del territorio, stralciato dalla parrocchia della Barona, viene istituita la nuova parrocchia di Santa Bernardetta di cui don Piero Monaco viene nominato parroco.
La nuova parrocchia si estende da viale Faenza e via Voltri fino ai confini del Comune di Milano con Assago, nella zona agricola sud-ovest, in cui sono presenti, vive e vitali, le cascine battivacco,San Marchetto, San Marco, San Marcaccio, Mulino della Pace e Molino Doppio.

Nel 1988, quando ormai l’intera zona ha conosciuto un intenso sviluppo edilizio, iniziano i lavori per il nuovo complesso parrocchiale in via foto esterna della chiesa vista dal giardinoBoffalora, sul luogo in cui, fino agli anni ‘60, esisteva una cascina, successivamente abbandonata e poi demolita. I lavori terminano nel 1991.
Nel 1991 don Piero viene ad abitare nel nuovo complesso parrocchiale e lascia l’appartamento in via Teramo 31, destinato ad alloggio di due suore della congregazione delle Suore Missionarie del Sacro Cuore.
Nel 1996 arriva don Paolo Selmi come coadiutore dell'Unità di Pastorale Giovanile (UPG) delle parrocchie di S. Bernardetta e S. Giovanni Bono.
Nel 2005 don Piero, avendo raggiunto i 76 anni di età, rimane come prete residente nella parrocchia, e don Paolo viene nominato parroco dell'Unità Pastorale con la parrocchia di S. Giovanni Bono.

La geografia

La parrocchia di Santa Bernardetta si trova nella periferia sud-ovest di Milano nel grande triangolo compreso tra il Naviglio Pavese e il Naviglio Grande, un’area agricola denominata Barona – dal nome di un’antica cascina – che solo negli ultimi cinquant’anni è stata urbanizzata. In precedenza erano solo marcite e campi di granoturco, risaie, cascine e pioppi, rane, zanzare e aironi cinerini. Di tutte queste meraviglie molto è rimasto e si trova nel territorio parrocchiale di santa Bernardetta che, infatti, in larghissima misura è rimasto agricolo. Caratteristico è il Mulino della Pace con la macina di granito funzionante, fino a qualche tempo fa con la ruota ad acqua.

Come ci si arriva

Volete venire a trovarci a piedi o in bicicletta? Avete una cartina di Milano? Il modo migliore è prendere come riferimento il capolinea Famagosta della linea verde della metropolitana. Siamo a sud di Milano Trovato? Risalite il viale Famagosta fino a piazza Miani. Arrivati in piazza Miani prendete via Voltri, voltate a destra in via Barona e vi troverete rapidamente in via Boffalora. Avanti ancora cento metri, quindi giratevi sulla vostra sinistra e aprite bene gli occhi perchè avete davanti a voi la famosa chiesa di Santa Bernardetta, bella, giovane, rossa, sorridente: uno splendore.foto chiesa vista dal campo di calcio

La chiesa

Il complesso parrocchiale di Santa Bernardetta si affaccia direttamente su via Boffalora, una strada stretta, a doppio senso di marcia che, proprio davanti alla chiesa si allarga leggermente in modo da formare uno slargo che confina e si confonde con l’ormai famosa Piazza all’Italiana. Il complesso parrocchiale, la sua piazzetta, la Piazza all’Italiana e il Centro Civico costituiscono una sorta di nucleo centrale del Quartiere Teramo.
La facciata del complesso parrocchiale è solenne, rivestita di mattoni rossi, alta due piani, scandita verticalmente da colonne rivestite di mattoni sagomati, definita orizzontalmente da una robusta cornice.
Al centro il massiccio corpo delle opere parrocchiali si apre e lascia spazio a un ampio sagrato a doppia altezza, soprelevato di alcuni gradini, interamente coperto, sul quale si affaccia la chiesa e si eleva il campanile. Una colonna isolata, che sorregge la copertura delle opere, porge il benvenuto ai visitatori.

Se si prosegue lungo via Boffalora è possibile scoprire, nascosta dal corpo delle opere parrocchiali, la fiancata della chiesa rivestita anch’essa in mattoni rossi, non molto alta; il profilo della copertura degradante dalla facciata verso l'abside, segnalata all’esterno da una punta triangolare. Da via Boffalora, in corrispondenza del campo di calcio, il complesso parrocchiale si presenta nella sua completa articolazione: il corpo delle opere parrocchiali disposto lungo il fronte strada, il corpo della chiesa arretrato rispetto alle opere e disposto ortogonalmente ad esse; tra i due, come una specie di cerniera, si eleva il campanile che ospita ben cinque campane, dono di una famiglia della parrocchia, in ricordo di un caro defunto.
Dopo avere attraversato il sagrato e un piccolo atrio, aperte due robuste porte in legno di rovere si entra nella chiesa di Santa Berni. Al visitatore che si affaccia dall’ingresso principale la chiesa si presenta come un volume unitario a pianta triangolare con l’interno insolitamente luminoso: le pareti sono intonacate e dipinte di bianco, le finestre - tagli verticali ricavati nelle parti laterali della navata e ampi triangoli orizzontali ricavati nella parte alta della controfacciata - inondano la chiesa di luce naturale; il pavimento della chiesa è in granito grigio chiaro; la copertura in legno naturale è leggermente inclinata verso l’abside; la navata è interamente occupata da panche di legno naturale mentre per l’illuminazione artificiale, oltre a faretti, sono stati usati originali lampadari "a ruota" pensili.
Due colonne rivestite in mattoni sagomati, identiche a quelle esterne, interrompono la continuità delle due pareti laterali in corrispondenza dell’ingresso in sacrestia, sulla destra, e dell’ingresso secondario, sulla sinistra in prossimità del battistero.

foto presbiterioRaccolto entro lo spazio triangolare contrapposto all’ingresso principale è stato collocato il presbiterio, verso il quale converge la navata, realizzato su progetto dello scultore Giò Pomodoro. Il presbiterio, sopraelevato di tre gradini rispetto alla navata, ha pianta triangolare, pavimento in granito graffito con motivi a triangolo in cui è inserita una croce in metallo, con pareti e soffitto intonacati e dipinti di banco ed è intensamente illuminato da una finestra-feritoia posta in posizione zenitale; dominato da un grande crocifisso ad altezza naturale in legno intagliato, opera dello scultore Marco Melzi, ha nel centro l’altare, un massiccia scultura geometrica in granito grigio composto da un cilindro di base e dalla mensa quadrata connessi tra loro da una croce in ferro; alla sinistra sta l’ambone, una piccola tribuna a pianta esagonale sopraelevata di tre gradini; sull’asse dell’altare, alla base del grande crocifisso, affiancato da una doppia serie simmetrica di piccoli sedili in legno, sta la sede principale, ulteriormente sopraelevata di tre gradini.

Sulla parete della chiesa immediatamente a destra dell’entrata principale si apre la porta che dà accesso alla cappella feriale, usata anche come foto all'interno della cappella ferialecappella eucaristica. La cappellina, a pianta triangolare, è ribassata di tre gradini rispetto al piano della navata; una vetrata policroma, raffigurante la Santissima Trinità e l’Eucaristia, opera recentissima dell’architetto Pietro Nimis, la separa dalla navata della chiesa e nello stesso tempo consente a chi entra in chiesa di individuare il luogo del tabernacolo.
A sinistra dell’entrata, al di sotto della cantoria, è stato ricavato il battistero, un ampio vano a pianta triangolare sopraelevato di tre gradini rispetto al piano della navata e aperto verso di essa, delimitato da un robusto parapetto; al centro del battistero è stato posto il fonte battesimale, di forma cilindrica, in pietra di Botticino dono della parrocchia di S. Giovanni Battista in Busto Arsizio
In chiesa vi sono anche due confessionali, posti simmetricamente uno a destra e l’altro alla sinistra dell’ingresso principale, riconoscibili all’esterno per la tradizionale grata e l’inginocchiatoio ma realizzati anche in modo da essere usati come piccoli parlatori.

foto vetrata e statue di S.Bernardetta con la MadonnaAll’interno della chiesa, oltre al grande crocifisso posto sul presbiterio, vi sono anche altre immagini. Sulla parete destra, in prossimità della porta d’ingresso alla cappellina, è stata collocata una piccola scultura in legno, opera dello scultore francese contemporaneo André Lacome, operante a Lourdes; la scultura in legno scuro raffigura la Madonna che appare a Santa Bernardetta. Sotto la scultura è stata murata una piccola pietra proveniente dalla grotta di Lourdes. Davanti all’immagine ardono in continuazione numerosi ceri votivi.
Alle pareti laterali della chiesa sono appese, accostate a due a due, le stazioni della via crucis, in legno scolpito e dipinto, opera contemporanedi artigiani della Val Gardena.
Sulla parete di controfacciata è stata ricavata un’ampia cantoria-matroneo in muratura intonacata e dipinta di bianco, al cui centro è stato collocato un monumentale organo a canne di fattura recente, dono della parrocchia di S. Maria del Suffragio di Milano
L’organo è inserito in una cassa in legno naturale di recente fattura.foto della grotta di Luordes in giardino

Le opere parrocchiali

L’edificio delle opere parrocchiali è un lunga costruzione a due piani fuori terra e piano interrato, interamente rivestito in mattoni rossi, ad andamento rettilineo, interamente recintato, articolato in due parti distinte. Alla sinistra dell’ingresso della chiesa si trovano: l'ufficio parrocchiale, le abitazioni dei sacerdoti e la sede del circolo ACLI. Sul lato destro della chiesa si trovano le aule per il catechismo e il salone parrocchiale.