1 Gennaio 2015: nasce la Comunità La Scala

Col 1 Gennaio 2015 è nata presso la Parrocchia Santi Nazaro e Celso alla Barona la Comunità “LA SCALA” .

Don Maurizio Canclini aveva avviato presso l'unità abitativa più grande situata nell'edificio alle spalle della Chiesa un polo di accoglienza per studenti provenienti in prevalenza dell'Africa subsahariana, dove don Maurizio aveva svolto anni di ministero.

Grazie all'appassionato sostegno del Vicario della Zona 1 dell'Arcidiocesi Mons. Carlo Faccendini, è stato possibile strutturare l'accoglienza orientandola verso i neoadulti.

I neoadulti in difficoltà: un'urgenza quasi sconosciuta

La città di Milano è stata da sempre interessata dal fenomeno di minori bisognosi di un accompagnamento speciale, sovente per diretta mancanza della famiglia o di altri tutori legali.

Per questo, sul territorio comunale sono presenti varie comunità che affrontano il problema. Tuttavia:

“Col raggiungimento della maggiore età , il minore esce dalla comunità ; per evitare che venga abbandonato a se stesso, a Milano, come in altre città d'Italia, è in atto il tentativo di estendere la tutela a connazionali che abbiano una posizione stabile sul territorio cittadino e che possano fungere da punto di riferimento. Questa tutela «sembrerebbe poter costituire un valido strumento [...] per favorire un percorso di crescita e di inserimento sociale che rischia di interrompersi bruscamente al compimento del diciottesimo anno di età»” (Pietro Birtolo, Separeted children. I minori stranieri non accompagnati, in Sapienza – Rivista di Filosofia e di Teologia n 2/2010).

Tali percorsi sono tuttavia ancora in fase di elaborazione.

Perciò, generalmente per mancanza di fondi, né comunità né connazionali sono ancora in grado di far fronte efficacemente al destino della persona a partire dal diciottesimo anno d'età.

La fragilità ancora persistente in ragazzi così giovani si scontra perciò con le esigenze di un' autonomia pressochè totale.

I recenti, ingenti fenomeni migratori non hanno fatto altro che aggravare il problema.

Una goccia nel mare

Alice, Educatrice della ComunitàIl nome “La Scala” è stato scelto dai ragazzi ospitati e suggerisce molte idee: un cammino in salita, ma anche teso verso l'alto (a Milano “La Scala” è del resto un simbolo di... eccellenza!); non da ultimo, il riferimento è ad un famoso brano della Bibbia (Genesi 28,1-22) dove il patriarca Giacobbe sogna il favore di Dio nella forma di una scala su cui salgono e scendono gli angeli.

La Comunità offre una casa ed una famiglia a dieci ragazzi a partire dai 18 anni.

L’equipe educativa della Comunità (don Matteo, Alice, Bernard) si preoccupa di accogliere i ragazzi e di definire un progetto personale.

Per lo più gli ospiti giungono su invio di comunità per minori presenti sul territorio comunale o di altre strutture, come ad esempio Casa della Carità.

Ai ragazzi si forniscono una camera dove dormire e tre pasti caldi al giorno, insieme al sostegno nelle necessità burocratiche per l'ottenimento o il mantenimento dei documenti in regola.

I ragazzi sono seguiti anche dal punto di vista medico ed accompagnati nel reperimento di una risorsa lavorativa.

Si procede dunque, mediante un piccolo piano di risparmio,  all'avviamento ad un'autonomia, presto o tardi, anche abitativa.

La vita quotidiana presso la Comunità La Scala

Ogni ospite collabora in prima persona alla gestione della casa.

Sono i ragazzi ad occuparsi a turno di fare la spesa e cucinare.

Le spese quotidiane sono affrontate grazie al contributo settimanale del Centro d'Ascolto mentre alcuni parrocchiani volontari collaborano alla gestione della casa.

La permanenza dei nostri ospiti ha una durata di circa sei  mesi con un rinnovo, qualora ce ne fosse bisogno, di altri tre.

Domenica sera, gli ospiti della Comunità si radunano insieme all'equipe educativa per affrontare le questioni di casa, ordinarie e non.

La Comunità Pastorale, protagonista del progetto

La Scala nasce come progetto avviato e sostenuto dalla Comunità Pastorale San Giovanni XXIII

E' dunque importante che in molti modi essa tenga vivo il gusto della collaborazione e del sostegno: ecco come.

  1. DONAZIONI
    Attenzione: non di soldi! Ci servono più che altro lenzuola ed asciugamani in buono stato, qualche borsata di spesa oppure qualche lampadina: tutto ciò insomma che normalmente è utile avere in famiglia. Sono ben accetti anche torte, biscotti, … manicaretti!
  2. COLLABORAZIONI
    Se qualcuno s'intendesse di manutenzioni elettriche o elettrodomestiche o anche solo domestiche... qui c'è sempre da fare!
  3. “FAMIGLIE TUTOR”
    L 'idea è quella di accostarsi ad un giovane ospite “dall'esterno”, conoscerlo, invitarlo qualche volta a mangiare ed offrire a questi ragazzi la semplice conoscenza, il calore di un'amicizia, un sostegno simpatico e cordiale.

Chiunque fosse interessato a qualsiasi ulteriore forma di amicizia con gli ospiti della Comunità La Scala non esiti a contattare don Matteo, oppure...

venga a trovarci!!!

 

Gli educatori e i ragazzi della Comunità La Scala

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
XLVIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 

1° GENNAIO 2015

NON PIÚ SCHIAVI, MA FRATELLI

1. All’inizio di un nuovo anno, che accogliamo come una grazia e un dono di Dio all’umanità, desidero rivolgere, ad ogni uomo e donna, così come ad ogni popolo e nazione del mondo, ai capi di Stato e di Governo e ai responsabili delle diverse religioni, i miei fervidi auguri di pace, che accompagno con la mia preghiera affinché cessino le guerre, i conflitti e le tante sofferenze provocate sia dalla mano dell’uomo sia da vecchie e nuove epidemie e dagli effetti devastanti delle calamità naturali. Prego in modo particolare perché, rispondendo alla nostra comune vocazione di collaborare con Dio e con tutti gli uomini di buona volontà per la promozione della concordia e della pace nel mondo, sappiamo resistere alla tentazione di comportarci in modo non degno della nostra umanità.

PRESENTAZIONE DEGLI AUGURI NATALIZI DELLA CURIA ROMANA

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Sala Clementina
Lunedì, 22 dicembre 2014

[Multimedia]


La Curia Romana e il Corpo di Cristo

“Tu sei sopra i cherubini, tu che hai cambiato la miserabile condizione del mondo quando ti sei fatto come noi” (Sant'Atanasio)

Cari fratelli,

Al termine dell’Avvento ci incontriamo per i tradizionali saluti. Tra qualche giorno avremo la gioia di celebrare il Natale del Signore; l’evento di Dio che si fa uomo per salvare gli uomini; la manifestazione dell’amore di Dio che non si limita a darci qualcosa o a inviarci qualche messaggio o taluni messaggeri, ma dona a noi sé stesso; il mistero di Dio che prende su di sé la nostra condizione umana e i nostri peccati per rivelarci la sua vita divina, la sua grazia immensa e il suo perdono gratuito. E’ l’appuntamento con Dio che nasce nella povertà della grotta di Betlemme per insegnarci la potenza dell’umiltà. Infatti, il Natale è anche la festa della luce che non viene accolta dalla gente “eletta” ma dalla gente povera e semplice che aspettava la salvezza del Signore.

Meditazione di don Franco Brovelli

Cominciamo il nostro consueto momento di ascolto del sabato, quando poi si inseriscono anche amici, con un gruppo consistente, in un momento importante del loro cammino, ci sono dei tratti un po’ nuovi, però ci siamo aiutati a mantenere sempre aderenza al riferimento che ci guida di sabato in sabato; i testi sono quelli della parola di Dio della settimana che termina oggi.

Questo diventa un modo con cui ci lasciamo arricchire dai doni del Signore e anche a toccare con mano ogni volta che i doni del Signore ci sono ogni giorno.

Amo i cimiteri.

Non esiste città che abbia visitato in cui non mi sia recato anche al cimitero. Certo, frequento in particolare quello della mia città, dove sono sepolti i miei cari. ……
Ammetto anche di preferire il seppellimento alla cremazione, oggi tanto di moda. Naturalmente so bene che c’è un problema di spazio e di urbanizzazione ma, lo confesso, non me ne importa nulla, proprio nulla, almeno fino a che le amministrazioni delle città continueranno a mostrare un maggiore interesse alla collocazione di garage di lusso, invece che trovare spazio per allargare i cimiteri o per urbanizzarli.

“Tempus resolutonis meae instat”
È giunto il tempo di sciogliere le vele (2Tim. 4,6)

«Certus quod velox est depositio tabernaculi mei»
Sono certo che presto dovrò lasciare questa mia tenda (2Petr. 1,14)

«Finis venit, venit finis»
La fine! Giunge la fine (Ez. 2,7)

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